My Urby: Storia di un Ponte tra Cultura e Rinascita
La storia di My Urby APS non è solo la cronaca di un’organizzazione, ma il diario di un’evoluzione profonda: il passaggio da un’idea di cultura locale a una missione universale di rinascita umana. Al centro di ogni capitolo batte un unico desiderio: edificare una “Città Ideale” dove l’essere umano, con le sue fragilità e le sue potenzialità, sia il fulcro di ogni azione.
2017 – 2021: Il Seme della Cultura Inclusiva
Tutto ha inizio a Legnano nel 2017. My Urby muove i suoi primi passi con una convinzione precisa: la cultura non è un privilegio per pochi, ma uno strumento di inclusione sociale. In questi anni, l’associazione opera sul territorio per dimostrare che ogni individuo, a prescindere dagli errori passati, è una risorsa preziosa.
Questa fase embrionale si sviluppa lungo due binari paralleli:
- La Cultura Partecipata: Progetti come “Scrittori al Parco” e “La settimana della Cultura” (in collaborazione con UILDM e l’Amministrazione Comunale) aprono la conoscenza alla cittadinanza.
- L’Impegno Sociale: Nasce l’incubatore “Parco della Cultura”, un laboratorio dedicato all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, gettando le basi per un benessere di comunità fondato sull’arte e sulla dignità del lavoro.
2021 – 2022: La Svolta e l’Incontro con il Carcere
Il 2021 segna un passaggio istituzionale decisivo con l’iscrizione al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS). Ma è nel 2022 che avviene la vera metamorfosi prospettica. Grazie alla visione di un gruppo affiatato — tra cui Alberto Tenconi, Giorgio Cusmai e Luisa Colombo — My Urby varca i cancelli della II Casa di Reclusione di Milano (Bollate).
Inizia qui una nuova missione: portare la cultura “dentro” per preparare il ritorno al “fuori”. Incontrando i detenuti, l’associazione scopre che le mura possono diventare, paradossalmente, luoghi di incredibile libertà mentale. Come l’aquila reale che vola alta sopra le vette, la mente di chi è ristretto può raggiungere vette di riflessione altissime — un’eredità intellettuale che richiama quella dei nostri Padri Costituenti, che pensarono la democrazia proprio mentre erano prigionieri.
L’Espansione: Un Modello per “Due Mondi”
L’impegno si allarga rapidamente a nuove realtà come quelle di Opera e Bergamo. Per sostenere questa crescita, il team si arricchisce di figure di alto profilo scientifico, come la psicologa e criminologa Grazia Arena e il dottor Carlo Alfieri.
Oggi My Urby è un punto di riferimento accreditato presso l’UEPE (Ufficio Esecuzione Penale Esterna) e i Tribunali di Milano, Varese e Busto Arsizio. Il cuore operativo di questa fase è il “Modello Formativo Modulare”: un sistema d’avanguardia che prevede percorsi iniziati in carcere e conclusi all’esterno, garantendo continuità psicologica e professionale nel delicato momento del reinserimento in società.
Una Comunità Senza Pregiudizi
My Urby è, prima di tutto, un’opera collettiva. È alimentata dall’energia dei Soci Juniores (16-25 anni), che portano freschezza e competenze digitali, e dal contributo volontario di professionisti che condividono un codice etico rigoroso.
In questa comunità, la “pre-stima” vince sul pregiudizio e il dialogo vince sullo scontro. Non si tratta solo di assistere, ma di creare una piazza ideale in cui chiunque abbia sbagliato possa trovare il terreno fertile per rinascere.
